Produzione italiana di energia elettrica da fonti rinnovabili

Produzione italiana di energia elettrica da fonti rinnovabili

Per lungo tempo (fino a circa i primi anni sessanta) la produzione energetica italiana è stata in larga parte rinnovabile, grazie in particolare alle centrali idroelettriche dell’arco alpino e, in misura minore, dell’Appennino (oltre a quote minori relative alla geotermia in Toscana). Oggi tuttavia, a causa dell’accresciuta richiesta di energia, nonché al quasi esaurimento della possibilità di nuove grandi installazioni idroelettriche, le rinnovabili rappresentano quote minori della produzione.
Nel 2012 l’Italia ha prodotto circa 92,2 TWh di elettricità da fonti rinnovabili, pari al 26,9% del fabbisogno nazionale lordo, con il 12,8% proveniente da fonte idroelettrica, 1,6% dal geotermico, 3,9% eolico, 5,5% fotovoltaico, il 3,6% da biomasse. Con tali valori, circa il 90% della produzione rinnovabile è prodotto con impianti definiti “programmabili”.

È da notare, tuttavia, che solo negli ultimi anni la produzione rinnovabile italiana è cresciuta in maniera significativa grazie ad una sensibile crescita delle fonti eolica, fotovoltaica e da combustione di biomassa, in quanto per lungo tempo tale produzione era costituita essenzialmente solo dalle fonti idroelettrica e geotermica, di fatto quasi giunte alla saturazione del potenziale economicamente sfruttabile in Italia. Inoltre, nonostante gli incentivi, l’Italia deve anche fare i conti con ritardi legislativi e, soprattutto, di adeguatezza delle reti di distribuzione, in particolare per quanto riguarda l’inserimento di fonti caratterizzate da elevata aleatorietà e non programmabilità, quali ad esempio l’eolico e il fotovoltaico.

Produzione di energia rinnovabile in Italia per regione (2011)

Regione  %
Lombardia 17,3%
Trentino-Alto Adige 12,3%
Piemonte 9,7%
Toscana 8,6%
Puglia 7,0%
Veneto 7,0%
Emilia-Romagna 4,3%
Calabria 4,2%
Sicilia 3,9%
Campania 3,7%
Valle d’Aosta 3,3%
Abruzzo 3,0%
Sardegna 3,0%
Friuli-Venezia Giulia 2,8%
Lazio 3%
Umbria 2,3%
Marche 1,5%
Basilicata 1,3%
Molise 1,3%
Liguria 0,5%